LETTERA DI INTENTI STRUMENTO DI TUTELA

Articolo Avv Alberti

di Francesca Maria Alberti

Sempre più frequentemente le imprese si trovano a dover ricorrere, nella fase che precede la conclusione dei contratti, a dover esplicare nel modo più chiaro possibile la loro volontà di obbligarsi e le condizioni. Di qui il ricorrere a dichiarazioni di intenti in cui vengono inserite notizie sullo stato dell'affare, l'oggetto della trattativa, la struttura, un'eventuale due diligence e la stia durata. Questo accade soprattutto quando si cristallizzano accordi preliminari, che preludono transazioni più complesse e ciò può verificarsi, a titolo esemplificativo, per stabilire il comportamento precontrattuale delle parti, per determinare le spese da sostenere, per motivare la prosecuzione di un negoziato economicamente e strutturalmente impegnativo, per distinguere in una trattativa le questioni decise da quelle da deliberare, per documentare un'intesa raggiunta, lasciando precisati aspetti più marginali da trattare in futuro e per avere prova documentale, da utilizzare eventualmente in giudizio.

Le lettere di intenti si inquadrano, pertanto, nel contesto dei contratti a formazione progressiva o successiva, la cui caratteristica è una forte incertezza per insufficiente regolamentizione, in formalità e velocità nelle relazioni commerciali. Sono estremamente utili, pertanto, in quella casistica di contratti che non sono istantanei, basati su un semplice meccanismo di proposta e di accettazione, ma risentono della necessità di una lunga e difficile trattativa.

La valenza giuridica di questi "writings in confirination" è controversa non quando permettano di ridurre per iscritto accordi definiti, ma quando contengano punti di discussione da sviluppare. Nell'ordinamento italiano queste lettere dovranno essere necessariamente riconosciute come proposte contrattuali modificative di negoziazioni precedenti, diversamente dagli Stati Uniti e dalla Germania ove, qualora non vi sia rifiuto entro un termine ragionevole e un sostanziale mutamento dei termini dell'accordo precedente, diventano parte del contratto. qui che le lettere di intenti, soprattutto nelle negoziazioni tra imprenditori di diversi paesi, rappresentano il documento — radiografia della conduzione delle trattative, dello stato delle parti, dei problemi risolti e da risolvere, delle clausole che limitano il rischio di recesso: in definitiva sono uno degli strumenti di tutela nella corretta e veloce gestione degli affari. Questi accordi aiutano, pertanto, le imprese che stanno valutando un impegno economico importante e hanno la necessità di ridurre per iscritto, nel modo più dettagliato possibile, le clausole relative alla fase precontrattuale. Nei contenuti minimi è necessario vi sia la parte delle imprese contraenti, la dichiarazione delle motivazioni di inizio trattativa, gli accordi già siglati, la precisazione dell'insorgenza di diritti e obblighi solo a raggiungimento di accordo finale, il termine e le elencazioni delle motivazioni che potrebbero far sospendere la trattativa e l'obbligo di riservatezza.

C&P – GIUSTIZIA

Anno IV – n°10 – Ottobre 2010

L'assistenza legale...

Una consulenza a 360 gradi. E una passione particolare per il diritto di famiglia. È lo studio dell'avvocato Francesca Alberti, che offre anche la possibilità di un consulto in rete

Dopo due anni di pratica notarile effettuata tra il 95 e il 97 e il conseguimento del master in Commercio internazionale MASCI presso l'Università degli studi di Padova, l'avvocato Francesca Alberti offre oggi alla propria clientela un'assistenza completa in materia di diritto civile. Una consulenza che non trascura alcun aspetto, dalla materia successoria a quella contrattualistica e societaria. Laureatasi in giovanisssima età all'Università degli studi di Parma, l'avvocato Alberti si è abilitata alla Corte d'Appello di Venezia nel 1997, anno in cui si è anche iscritta all'Albo degli avvocati di Verona. Attualmente esercita nel proprio studio legale, situato nel cuore di Verona e di Legnago.

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Articolo Avv Alberti

Avvocato Alberti, lei è molto interessata anche al diritto di famiglia. «Mi sono occupata fin da subito delle delicate tematiche della famiglia e dei minori, frequentando corsi di formazione e, recentemente, anche un master in mediazione familiare che conseguirò alla fine dell'anno presso l'Università degli studi di Verona. Sono temi molto attuali e dolorosi, che toccano dinamiche delicate, disciplinando i rapporti familiari in genere. Le pratiche seguite spaziano quindi dalle separazioni, ai divorzi, agli accertamenti e disconoscimenti di paternità, decadenze e sospensioni di potestà genitoriale, affidamenti di minori, richieste di mantenimento e pratiche di adozione».

Quali sono i casi più complessi in questo senso? «Un occhio di riguardo è riservato alle coppie conviventi, che spesso si trovano ad affrontare vertenze per l'affidamento e mantenimento dei loro figli, in una situazione di incertezza legislativa dovuta alla mancanza di una regolamentazione dei rapporti. Un'attenzione particolare è altresì rivolta alle coppie che desiderano chiedere la nullità del matrimonio davanti al Tribunale Ecclesiastico e la Rota: avvocati qualificati collegati, allo studio, sono disponibili a fornire l'assistenza necessaria».

Quali sono le peculiarità dello Studio Legale Francesca Alberti? «Lo studio conta su di un'efficiente rete di domiciliatari che consente di seguire celermente e con costi contenuti le pratiche fuori dal tribunale di Verona. Per ottimizzare il servizio, ho organizzato una rete di colleghi in Italia e all'estero, principalmente in Inghilterra, Francia e Germania. Siamo inoltre disponibili a rendere pareri e consulenze legali, nonché altri servizi, anche attraverso il sito internet wvvw.avvo-catoalberti.com, che permette all'utente un contatto a distanza, rendendo più snello lo svolgimento dell'attività. La clientela trova nel nostro studio uno spazio tranquillo e accogliente, con personale qualificato a disposizione per fornire risposte esaurienti in tempi brevi».

UOMINI DI LEGGE – Dossier Veneto 2008

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